MTB-Trail Marone Brescia

Höhenprofil (183 m bis 1.936 m)

Höhendifferenz

1.753 m

Gesamtanstieg

2.213 m

Gesamtabstieg

2.213 m

GPSies-Index 17,76 ClimbByBike-Index 126,41 Fiets-Index 6,3


Über diese Strecke

Qualität der Strecke
Länge
57,30 km
Geo-Koordinaten
5700
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Landschaft
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Rundkurs

57,30 km

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Beschreibung der Strecke

Monte Guglielmo Tour – 04/11/2016

Percorso flow country ad anello con partenza ed arrivo a Marone (BS).

Distanza: 57,3 Km

Ascesa: mt 2.213

Quota minima: mt 183

Quota massima: mt 1.957

Tempo circa 8 ore.

Difficoltà: BC+ / BC

Terreno: asfalto, forestali, sterrati e sentieri.

Ciclabilità: 100%

Traccia registrata con dispositivo Garmin Dakota 20

Finalità del giro è l’ascesa alla vetta del Monte Guglielmo (Golem) e discesa verso nord percorrendo l’intera Val Palot fino ai margini della Val Camonica. Trattasi di un giro senza particolari difficoltà tecniche ma estremamente impegnativo dal punto di vista fisico ed atletico per la durezza della salita e la lunghezza del percorso tra le montagne. Si consiglia di affrontare la salita con calma, senza forzare, risparmiando le energie per il duro tratto finale prima della vetta. 

Percorso

La partenza del giro è fissata a Marone, sulla sponda bresciana del Lago d’Iseo, in un comodo parcheggio videosorvegliato lungo la Via Battista Cristini. Si inizia a pedalare in direzione nord verso la chiesa; all’altezza del Municipio si devia a destra per la Via Zanardelli dove ha inizio la lunga salita che ci condurrà alla vetta del Monte Guglielmo percorrendo una lunghezza complessiva di 20,2 Km per una pendenza media del 9,2%.

 

Iniziamo a salire in asfalto con direzione di Zone per un primo tratto di 6,5 Km con pendenza media del 7,7%. Alla località Ponzano ci immettiamo sulla SP32 sempre con direzione Zone; la strada sale con ampi tornanti e con belle vedute sul Lago d’Iseo, su Montisola e sulla piccola Isola di Loreto. Raggiungiamo la località Cislano dove in corrispondenza di un tornante a destra, si ha la possibilità di un osservare il Parco Regionale delle Piramidi di Erosione con i caratteristici pinnacoli sovrastati da giganteschi massi conosciuti anche come i “camini delle fate”. Proseguiamo incontrando sulla sinistra una chiesetta con attiguo un centro ricreativo; dopo circa 50 mt svoltiamo a destra seguendo le indicazioni per Monte Guglielmo e Camping Camplani.

Inizia qui il secondo tratto della salita, della lunghezza di 6,3 Km e con pendenza media del 9,1%, che ci condurrà al Rifugio Croce di Marone. La strada si mantiene in asfalto per altri 2,5 Km attraversando splendidi boschi cedui e persino guadando il piccolo Torrente Val Busa; le pendenze restano regolari ed i tornanti permettendo di riprendere fiato. Dove termina l’asfalto inizia una forestale sterrata che mantiene un fondo compatto e comodamente pedalabile; saliamo progressivamente fino a raggiungere la Forcella di Gasso caratterizzata dalla presenza di alcune baite ed abitazioni private e dove incrociamo il  cosiddetto Sentiero dell’Uccellatore. Il tratto successivo è di circa 900 mt, inizialmente in leggerissima discesa e poi in falsopiano che ci permette di raggiungere in pochissimo tempo il Rifugio Croce di Marone a quota 1.166 mt. 

Dopo una breve pausa ristoratrice iniziamo la terza parte della salita, quella che ci condurrà alla vetta del Golem, della lunghezza di 7,4 Km e con pendenza media del 10,5% (più saliamo e più le pendenze aumentano). La forestale inizia con un tratto con fondo cementato, tipologia che ritroveremo spesso nei tratti a maggiore pendenza. Dopo 1,8 Km di salita incontriamo sulla sinistra il Rifugio Malpensata dove, se necessario, si può fare un’altra piccola sosta. Continuiamo risalendo il fianco della montagna; gli alberi iniziano a diradare lasciando posto ad ampi versanti erbosi e rocciosi mentre volgendo lo sguardo verso ovest si potranno gustare brevi vendute del Lago d’Iseo.

Raggiungiamo la Malga Guglielmo di Sotto a quota 1.571 mt dove è possibile l’ultimo rifornimento d’acqua ad una fontana sul ciglio destro della forestale. Proseguiamo con alcuni ripidi tratti cementati che iniziano a mettere seriamente alla prova le nostre gambe; in alcuni punti, anche se per pochi metri, superiamo la pendenza del 30%. Raggiungiamo la Malga Guglielmo di Sopra a quota 1.744 mt dove si consiglia di riprendere fiato perché ci attende il punto più duro di tutta la salita. Guardando in alto alla nostra destra si può già intravedere la vetta con il caratteristico monumento. Lasciando l’ultima malga, la strada presenta un tratto cementato di particolare durezza della lunghezza di circa 100-150 mt con pendenze che sfiorano il 35% rendendo persino difficoltoso il mantenimento dell’equilibrio sulla MTB. In qualsiasi caso si potrà optare per la salita a spinta che può risultare più conveniente rispetto all’insistere sui pedali. Superato il punto critico ci attende, sempre su cementata, l’ultimo ripido tratto fino al Rifugio Almici posto alla quota di 1.865 mt. Dopo una breve sosta per riprendere fiato, affrontiamo di slancio l’ultimissimo tratto di circa 0,7 km che ci conduce fino alla vetta del Monte Guglielmo a quota 1.957 mt, vetta sulla quale si erge un maestoso monumento al Redentore voluto dalla Famiglia Montini nel 1902; si tratta di una costruzione quadrangolare con scalinata e portale in bronzo oltre a mosaici montanti all’esterno; a fianco del monumento si trova una statua bronzea di Papa Paolo VI collocata nel 1998. Nelle belle giornate di cielo terso, è possibile osservare uno scorcio del Lago d’Iseo e del Lago di Garda.

Iniziamo ora la lunga discesa sul versante nord in direzione Pezzoro sul CAI325.

Il tratto iniziale è un single track piuttosto incavato nel terreno, caratterizzato da profonde irregolarità che richiedono attenzione ed abilità nella guida; si attraversano inoltre alcuni tratti di sassi e pietrame che rappresentano il punto di maggior difficoltà della discesa. In breve tempo raggiungiamo la Malga Staletti Alti dove abbandoniamo il CAI325 per svoltare decisamente a sinistra in direzione della Malga Pontogna e della Malga Gale. Questo tratto di single track molto scorrevole percorre di taglio il versante nord del Monte Guglielmo dove prende origine il Torrente Palot e l’omonima vallata. Il terreno è molto umido e fangoso: in un tratto di circa 150 mt il fango risulta particolarmente argilloso e tende ad appiccicarsi alle ruote tanto da rendere persino difficoltoso l’avanzamento nonostante la discesa.

Terminato questo tratto di discesa ci attende un tratto di circa 2 Km in saliscendi: in corrispondenza della Malga Pontogan si trova anche un cancello metallico da richiudere dopo il passaggio. Riprendendo la discesa per il CAI201 raggiungiamo il Rifugio Medelet a quota 1.567 mt. Il single track lascia spazio ad una velocissima forestale dal fondo in parte cementato, in parte selciato ed in parte sterrato che discende il fianco del Dosso delle Ruccole fino alla località Passabocche dove incrociamo un’ampia strada che risale da Pisogne. Deviamo a destra in falsopiano aggirando il fianco della montagna e quindi a sinistra per una deviazione che, attraversando la pineta, ci porta sul tracciato delle piste da sci del comprensorio Val Palot. Scendiamo lungo la pista a tutta velocità raggiungendo la stazione di partenza degli impianti a circa 1.080 mt di quota. 

Riprendiamo ora l’asfalto percorrendo la strada che sale da Pisogne, per raggiungere sempre in asfalto la Frazione Palot, piccolo centro abitato caratterizzato dalla presenza di numerose abitazioni turistiche. Giunti ad un fabbricato con negozio di alimentari al piano terra, deviamo leggermente a destra e quindi a sinistra raggiungendo una piccola chiesetta. La strada aggira la chiesa e l’asfalto lascia nuovamente spazio ad una sterrata senza riferimenti cartografici che discende il fianco destro della vallata. La sterrata si trasforma in single track che svoltando decisamente a destra, inizia un lungo tratto di circa 2 Km che si sviluppa tra boschi e pinete in direzione del Torrente Val Negra e del sovrastante Monte Rotondo. Il tratto è piuttosto impegnativo con ripetute discese e risalite, oltre a alcuni punti in cui il sentiero risulta franato richiedendo in tal caso la massima attenzione e la conduzione a mano. Si superano due impianti idrici (condotte d'acqua) e superato il torrente Val Negra ci si immette su una veloce sterrata che riprende a scendere dolcemente in direzione dell’abitato di Vissone dove rientriamo brevemente sulla viabilità in asfalto. Percorriamo in discesa la strada comunale che conduce verso il fondo valle ma in corrispondenza del Bar Panorama deviamo a sinistra; mantenendo sempre la sinistra, raggiungiamo la Parrocchiale; tenendo la destra proseguiamo scendendo in asfalto lungo la Via Vissone Inferiore e quindi per una scorciatoia che diviene selciata permettendoci di percorrere l’ultimo tratto “fuori strada” della giornata.

Rientriamo in asfalto poco più a valle, presso l’Agriturismo Antichi Sapori Camuni, sulla Via Fane. Scendiamo rapidamente nel fondo valle in direzione di Pian Camuno ma prima di entrare nell’abitato, deviamo a sinistra per Via Minolfa e quindi leggermente a destra per Via Antica Valeriana per permetterci di accorciare l’immissione sulla SP510 che costeggiando il Lago d’Iseo, ci conduce sulla via del rientro. Superiamo Gratacasolo, Pisogne e Toline, località dove abbondiamo la Provinciale per percorrere la caratteristica ciclabile che aggira la Corna Trentapassi e ci porta a Vello e quindi a Marone a conclusione di questo splendido giro. 

Mehr Eigenschaften
bergig  GPS erfasst  fest  weich  rau  steinig  Querfeldein  Pfad / Fußweg  Singletrail  Fahrradweg / Fahrradstraße  Straße  Schotterweg / Sandweg 

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Koordinaten des Startpunktes

N 45°44.160' E 10°05.500'
N 45°44'09.641" E 10°5'30.010"
N +45.7360116 E +10.0916697

Koordinaten des Endpunktes

N 45°44.159' E 10°05.500'
N 45°44'09.593" E 10°5'30.000"
N +45.7359981 E +10.0916668

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